ADA

             

Nel plesso Verga, da quest’anno, si sperimentano gli Ambenti di apprendimento.

Si capovolge la scuola, ma gli “alunni dalla testa ben fatta” restano sempre la priorità. Il cambiamento, infatti, è avvenuto puntando proprio sull’autonomia dello studente, sulla possibilità di renderlo partecipe e responsabile della sua formazione. Protagonista del suo cammino. Il discente, dunque, non resta più confinato in un’aula per l’intera durata della giornata scolastica, ma si sposta raggiungendo i docenti nei loro laboratori, secondo un orario articolato in blocchi di due ore per ogni disciplina. Questi ultimi, dunque, possono esprimersi al meglio, personalizzando il proprio spazio di lavoro, adeguandolo a una didattica attiva di tipo laboratoriale, predisponendo arredi, materiali, libri, strumentazioni. Non hanno più un ambiente indifferenziato da condividere con i colleghi di altre materie, la vecchia aula scolastica quale territorio di nessuno, ma un vero laboratorio disciplinare da riprogettare e allestire con un setting funzionale alle specificità della disciplina stessa.

Sono stati predisposti sette laboratori di Lettere, cinque di Matematica, tre di Lingua straniera, due di Musica, due di Arte, due di Tecnologia, due di Ed. Fisica e uno di Religione. Tutte le aree disciplinari sono caratterizzate da un colore e ogni laboratorio da un personaggio noto (letterato, matematico, musicista…), rappresentativo della disciplina. Ogni alunno ha il proprio armadietto, come spazio personale da gestire, curare, personalizzare e utilizzare per il cambio dei libri a metà mattinata. Tutto ciò oltre che migliorare esteticamente gli ambienti e arricchire la strumentazione didattica che facilita anche quella personalizzata per ragazzi DSA, BES, punta sull’aumento del senso di responsabilità e di cura dei luoghi comuni, nonché sull’aumento della gradevolezza del tempo scuola, vissuto con la partecipazione e la consapevolezza di chi concorre a costruire il proprio percorso formativo e non si limita semplicemente a fruirne. In sintesi: il discente consapevole di sé e della propria formazione è il fine, l’apprendimento significativo il mezzo, reso tale dagli ambienti di apprendimento.